L’obiettivo di ANCI Lombardia è quello di alleggerire fino al 50% gli obiettivi del Patto di stabilità, particolarmente gravoso per i piccoli Comuni, e ottenere il suo superamento. Il Patto di stabilità territoriale introdotto per la prima volta in Lombardia nel 2009 su impulso di ANCI Lombardia rappresenta uno strumento fondamentale per rimodulare le regole del Patto di stabilità – pur assicurando il contenimento della spesa pubblica – e renderle più sostenibili per i piccoli Comuni. Nel 2014 ANCI Lombardia ottiene che il 50% del plafond del Patto di Stabilità Territoriale sia destinato ai piccoli Comuni e una riduzione degli obiettivi pari al 14,74% sui residui e al 43,22% sulle richieste.

Nel 2015 la riduzione ottenuta è del 16,94% sui residui e 21,89% sulle richieste. La Legge di Stabilità 2016 sancisce il superamento del Patto di Stabilità a favore della nuova formula a saldo zero. Il nuovo vincolo è però applicato anche ai Comuni sotto i 1.000 abitanti, prima non assoggettati al Patto di stabilità. ANCI Lombardia ottiene per il 2015 la riconferma del Patto di Stabilità territoriale, introducendo spazi di flessibilità che favoriscono in particolare i piccoli Comuni sotto i 1.000 abitanti, le Fusioni e i Comuni che non hanno potuto applicare l’aumento dell’aliquota IMU TASI già previsto. Rimane per Unioni e Fusioni la possibilità di non considerare alcun obiettivo di Patto.

Nel 2016 la legge finanziaria, su impulso di ANCI, supera il patto di stabilità e introduce l’equilibrio di bilancio sulla competenza, con l’inclusione del Fondo Pluriennale. ANCI Presenta emendamenti in Parlamento per incentivare i patti regionali verticali che non vengono accettati. Tra luglio e settembre ANCI Lombardia insiste sulla necessità di avviare il Patto Regionale verticale, destinato ai piccoli Comuni, che assegni spazi finanziari alleggerendo il loro obiettivo finanziario e permettendo la realizzazione di opere, stimando in 20 milioni il fabbisogno di spazi. La Regione, tuttavia, non avvia il patto territoriale sostenendo di non avere spazi finanziari disponibili. Si concorda invece di avviare, anche per i piccoli Comuni, il patto orizzontale sulla base dei fabbisogni finanziari e delle cessioni di spazi da loro comunicati. 41 Comuni cedono spazi per 28.335.972 di euro e 40 li richiedono per 17.653.906 di euro. Tutte le richieste di spazi vengono quindi soddisfatte. Resta aperto il problema dei Comuni con meno di 1.000 abitanti che non hanno richiesto spazi (tranne 4 Comuni) per l’impossibilità di prevedere negli anni successivi la restituzione degli spazi eventualmente ottenuti nel 2016.

Nel mese di febbraio 2017 ANCI Lombardia incontra Regione Lombardia per chiedere che attivi per il 2017 il Patto verticale con la messa a disposizione di spazi finanziari con una riserva particolare per i piccoli Comuni con meno di 1.000 abitanti, per la prima volta sottoposti a vincoli finanziari in seguito all’introduzione del pareggio di bilancio. In aprile, a seguito della pubblicazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) sui Patti regionali, ANCI Lombardia e Regione Lombardia concordano sulle modalità e i criteri di applicazione del Patto regionale, sia orizzontale che verticale. In particolare il DPCM indica i Comuni con meno di 1.000 abitanti come priorità, così come proposto da ANCI. Nei criteri regionali, inoltre, si introducono altre priorità per i Comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti, per quelli che sono obbligati all’acquisto di sedi istituzionali e per far fronte al dissesto idrogeologico o a sentenze esecutive. A maggio, grazie all’azione di ANCI Lombardia, si ottiene la messa a disposizione a favore dei Comuni di 10 milioni di euro di spazi finanziari verticali da parte di Regione Lombardia, accogliendo tutte le richieste avanzate dai Comuni con meno di 1.000 abitanti. 

A giugno, con la conversione del DL 50 si approvano ulteriori norme a favore dei piccoli Comuni che procedono alla fusione, aumentando le risorse a disposizione e semplificando alcuni passaggi burocratici. Inoltre, si individuano alcune misure di semplificazione, con l’abrogazione di alcuni limiti di spesa previsti dal DL 78 del 2010, per i Comuni che rispettano i tempi di approvazione dei bilanci di previsione. Si prevede anche che la priorità per l’attribuzione di spazi verticali nazionali sia estesa ai Comuni fino a 5.000 abitanti. 

Con la conversione del DL 91 si riaprono i termini per i patti regionali verticali individuando la scadenza del 20 settembre 2017. ANCI Lombardia chiede alla Regione di individuare ulteriori spazi da assegnare ai Comuni sulla base delle priorità già individuate.

La proposta di ANCI Lombardia di riaprire i termini per l’assegnazione di ulteriori spazi finanziari verticali ai Comuni viene accolta da Regione Lombardia, che rende disponibili per i Comuni ulteriori 30 milioni di euro, distribuiti prioritariamente ai Comuni che hanno presentato le domande nel mese di luglio con i medesimi criteri. 

Nel 2018 le richieste di spazi finanziari da parte di piccoli Comuni sono 51, per un totale di 3,6 milioni di euro. 

La misura si esaurisce con la fine dell’anno 2018 a seguito delle novità normative che introducono il pareggio di bilancio, eliminando gli obiettivi del Patto di Stabilità per i Comuni.