Dopo 17 anni, dal 1° gennaio 2016 la Legge di Stabilità sancisce il superamento del Patto di stabilità interno – sostituito dal nuovo vincolo del pareggio di bilancio di competenza finale – e stabilisce che nessun nuovo taglio sarà operato a carico di Comuni e Città metropolitane.

Si avvia il confronto con Regione Lombardia sul Patto di stabilità territoriale 2016.

ANCI Lombardia promuove un confronto per giungere ad una proposta normativa condivisa tra Regioni ed ANCI. Nella discussione parlamentare del DL 113, il “DL enti locali” ANCI e Conferenza delle Regioni presentano congiuntamente un emendamento per l’introduzione nel 2016 del Patto di stabilità territoriale, incentivato per 150 milioni a livello nazionale destinato soprattutto ai piccoli Comuni sotto i 1.000 abitanti per permettere loro di assolvere agli impegni finanziari assunti negli anni precedenti. L’emendamento non viene accolto con la motivazione di mancanza di copertura finanziaria.

Tra luglio e settembre ANCI Lombardia insiste sulla necessità di avviare il Patto Regionale verticale, che assegni spazi in particolare ai piccoli Comuni alleggerendo il loro obiettivo finanziario e permettendo la realizzazione di opere. Il fabbisogno di spazi è stimato in 20 milioni di euro, ma la Regione non avvia il Patto territoriale sostenendo di non avere spazi finanziari disponibili.

Si concorda comunque di avviare, anche per i piccoli Comuni, il Patto orizzontale chiedendo ai Comuni di comunicare i fabbisogni finanziari e le eventuali cessioni di spazi entro il 20 settembre.
41 Comuni cedono spazi per 28.335.972 euro e 40 Comuni li richiedono per 17.653.906 euro. I Comuni coinvolti sono complessivamente 81, tutte le richieste di spazi risultano soddisfatte. Resta il problema dei Comuni con meno di 1.000 abitanti che non hanno richiesto spazi (tranne 4 Comuni) per l’impossibilità di poter prevedere negli anni successivi la restituzione di quelli eventualmente ottenuti nel 2016. 

A novembre 2018 è stato compiuto un altro passo in avanti verso la piena autonomia nell’uso degli avanzi disponibili per investimenti, che ammontano almeno 620 milioni per i Comuni della Lombardia.