Nel 2012 Poste italiane presenta un Piano di tagli e razionalizzazioni che prevede la chiusura di 61 uffici postali e la riorganizzazione delle aperture di altri 121 sportelli lombardi. ANCI Lombardia interviene sia coinvolgendo tutti i Comuni interessati nell’elaborazione di proposte alternative, sia svolgendo un’azione di rappresentanza verso i parlamentari lombardi, i consiglieri regionali e la dirigenza regionale di Poste Italiane SpA. Svolge, inoltre, un’importante azione di informazione e comunicazione sui media, partecipa alle audizioni regionali e invia i questionari per la raccolta di dati a tutti i Comuni interessati.

ANCI Lombardia ottiene una riduzione delle chiusure, salvando 15 Uffici postali nei territori con maggiori esigenze. 

Ottiene inoltre l’approvazione delle modifiche – richieste dai Comuni e presentate da ANCI Lombardia – al Piano di razionalizzazione e si avvia una collaborazione tra Regione Lombardia, Poste Italiane e ANCI Lombardia per lo sviluppo di progetti, anche a valenza sociale, su temi di interesse comune.

Come per il Piano di chiusura degli Uffici decentrati nei piccoli Comuni di periferia in parte depotenziato nel 2015, anche per il 2016 ANCI Lombardia attiva con Poste Italiane SpA e Regione Lombardia un Tavolo per evitare la penalizzazione eccessiva degli sportelli situati in Comuni di piccole dimensioni. Si tratta di un confronto ancora in corso dove ANCI Lombardia ha ottenuto da Poste Italiane SpA degli incontri territoriali mirati per affrontare le situazioni di disservizio evidenziate dai Comuni. 

A fine 2018 è stata sottoscritta una convenzione tra Poste Italiane e ANCI che ha definito una serie di servizi che le Poste sono in grado di fornire ai piccoli comuni, preservando il ruolo degli sportelli e integrandolo con servizi alle istituzioni.